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La Sinistra "tollerante" ha due facce (di Gino Salvi)
di Gino Salvi
La Sinistra, in qualche modo, è e resta sempre uguale e coerente con se stessa. Ad onta delle svolte da PCI a PDS, da DS a PD. Uguale e coerente nel senso che la Sinistra italiana nel suo complesso (con l’aggiunta, quindi, anche delle frazioni più radicali) è sempre quel “Giano Bifronte” descritto acutamente dal politologo Domenico Fisichella, in un saggio datato 1979. Ma vediamo bene i fatti. Primo. Il Centrosinistra piddino, (guidato dai suoi leader romani e cioè il Presidente della Provincia Nicola Zingaretti e dal Governatore del Lazio Piero Marrazzo) ha partecipato, ampiamente, alla fiaccolata di ieri sera (giovedì 24 settembre) che è partita da piazza Santi Apostoli ed è giunta fino al Colosseo. Nelle intenzioni dei promotori, questa fiaccolata avrebbe dovuto essere un no “bipartisan” contro tutte le intolleranze. Intenzione più che giusta. Da sottoscrivere, senza se e senza ma. E in questo spirito è giustamente avvenuta la partecipazione del Sindaco Gianni Alemanno. Il quale ha sottolineato, infatti, che la manifestazione è “il tentativo, forte e chiaro, da parte del 99 per cento della città di dire no a ogni forma di intolleranza, violenza, discriminazione”. Tutto bene? Non esattamente. Perché da sinistra, come sempre del resto, arrivano quasi immediatamente le classiche “puntualizzazioni” e i soliti “distinguo”. Al fine di rimarcare che sì l’adesione del Centrodestra è benvenuta ma che sia ben chiaro a quale schieramento appartiene la primogenitura del valore della tolleranza. In parole povere, per il Centrodestra, sembra dire lo schieramento avversario, gli esami non finiranno mai. Infatti il PD, con Athos De Luca e con il capogruppo, Umberto Marroni,ha chiesto la revoca di Stefano Andrini dall’incarico di amministratore dell’Ama Servizi, ovvero l’azienda controllata capitolina che si occupa della che si occupa della raccolta dei rifiuti in 40 comuni del Lazio. Perché, secondo le sinistre, sarebbe uno “squadrista, un naziskin sprangatore, condannato prima per tentato omicidio, poi per aggressione e detenzione di pistola”. Effettivamente Andrini ha “una vecchia condanna”. E’ vero che ci fosse anche lui la notte tra 9 e 10 giugno del 1989 davanti al cinema Capranica, quando una lite nata all’interno della sala degenerò all’esterno, e tre ragazzi di estrema sinistra, due dei quali presi a sprangate, con fratture al cranio, restarono a terra. Andrini, che all’epoca aveva 19 anni (mentre, oggi, ne ha 39), non fu però indicato da nessuno come autore materiale delle sprangate. Infatti, Andrini, che era stato comunque presente, venne riconosciuto come colpevole in concorso di lesioni gravi (ma non più per tentato omicidio), lesioni provocate da sprangate che Andrini in ogni caso non diede. Oltre a questo, Andrini Ha infine pagato il suo debito con la giustizia. Ottenendo, qualche anno fa, la riabilitazione penale, che cancella i reati dal casellario giudiziario a chi “abbia dato prove effettive e costanti di buona condotta”. Però, secondo le sinistre, quando si tratta di un militante di destra, il passato non deve passare mai. Assolutamente. E, allora, ecco che Andrini viene dipinto come un “pericoloso filonazista”. In barba alla tolleranza e al garantismo che vennero invocati per i casi di ex terroristi condannati per omicidio e di reduci degli anni di piombo assunti nella pubblica amministrazione come consulenti o collaboratori (anche nell’era Veltroni, in Campidoglio) dalla Baraldini all’ex brigatista rossa Claudia Gioia. Sarebbe sufficiente ciò per qualificare questa Sinistra che dice “contro tutte le intolleranze” come una Sinistra “bifronte”. Ad essere benevoli. Altrimenti sarebbe d’obbligo usare termini come “opportunista”, “ambigua”, “strumentale”, “inaccettabile” e “discriminatorio”. Però non è finita qui. Perché gli intolleranti della Sinistra hanno voluto discriminare il centro sociale di destra, Casa Pound che aveva dichiarato di voler aderire alla fiaccolata e partecipare al corteo. Stigmatizzando l’eventuale partecipazione di Casa Pound come “strumentale”. Quella strumentalità di cui è invece maestra la Sinistra. Forse perché a Sinistra si suddividono i centri sociali in “buoni” e “cattivi”. Per loro i “buoni”, per capirsi, sono quei no – global (che in realtà sarebbero assai “si – global2, ma questa è un’altra questione) che misero a ferro e fuoco la città di Genova dal 19 luglio al 21 luglio del 2001 nel corso della riunione del G8. In conclusione devo dire che i “sinistri” maestri della tolleranza e del dialogo tollerano ben poco e dialogano ancora di meno. Maestri lo sono sì però della disinformazione.
La Sinistra, in qualche modo, è e resta sempre uguale e coerente con se stessa. Ad onta delle svolte da PCI a PDS, da DS a PD. Uguale e coerente nel senso che la Sinistra italiana nel suo complesso (con l’aggiunta, quindi, anche delle frazioni più radicali) è sempre quel “Giano Bifronte” descritto acutamente dal politologo Domenico Fisichella, in un saggio datato 1979. Ma vediamo bene i fatti. Primo. Il Centrosinistra piddino, (guidato dai suoi leader romani e cioè il Presidente della Provincia Nicola Zingaretti e dal Governatore del Lazio Piero Marrazzo) ha partecipato, ampiamente, alla fiaccolata di ieri sera (giovedì 24 settembre) che è partita da piazza Santi Apostoli ed è giunta fino al Colosseo. Nelle intenzioni dei promotori, questa fiaccolata avrebbe dovuto essere un no “bipartisan” contro tutte le intolleranze. Intenzione più che giusta. Da sottoscrivere, senza se e senza ma. E in questo spirito è giustamente avvenuta la partecipazione del Sindaco Gianni Alemanno. Il quale ha sottolineato, infatti, che la manifestazione è “il tentativo, forte e chiaro, da parte del 99 per cento della città di dire no a ogni forma di intolleranza, violenza, discriminazione”. Tutto bene? Non esattamente. Perché da sinistra, come sempre del resto, arrivano quasi immediatamente le classiche “puntualizzazioni” e i soliti “distinguo”. Al fine di rimarcare che sì l’adesione del Centrodestra è benvenuta ma che sia ben chiaro a quale schieramento appartiene la primogenitura del valore della tolleranza. In parole povere, per il Centrodestra, sembra dire lo schieramento avversario, gli esami non finiranno mai. Infatti il PD, con Athos De Luca e con il capogruppo, Umberto Marroni,ha chiesto la revoca di Stefano Andrini dall’incarico di amministratore dell’Ama Servizi, ovvero l’azienda controllata capitolina che si occupa della che si occupa della raccolta dei rifiuti in 40 comuni del Lazio. Perché, secondo le sinistre, sarebbe uno “squadrista, un naziskin sprangatore, condannato prima per tentato omicidio, poi per aggressione e detenzione di pistola”. Effettivamente Andrini ha “una vecchia condanna”. E’ vero che ci fosse anche lui la notte tra 9 e 10 giugno del 1989 davanti al cinema Capranica, quando una lite nata all’interno della sala degenerò all’esterno, e tre ragazzi di estrema sinistra, due dei quali presi a sprangate, con fratture al cranio, restarono a terra. Andrini, che all’epoca aveva 19 anni (mentre, oggi, ne ha 39), non fu però indicato da nessuno come autore materiale delle sprangate. Infatti, Andrini, che era stato comunque presente, venne riconosciuto come colpevole in concorso di lesioni gravi (ma non più per tentato omicidio), lesioni provocate da sprangate che Andrini in ogni caso non diede. Oltre a questo, Andrini Ha infine pagato il suo debito con la giustizia. Ottenendo, qualche anno fa, la riabilitazione penale, che cancella i reati dal casellario giudiziario a chi “abbia dato prove effettive e costanti di buona condotta”. Però, secondo le sinistre, quando si tratta di un militante di destra, il passato non deve passare mai. Assolutamente. E, allora, ecco che Andrini viene dipinto come un “pericoloso filonazista”. In barba alla tolleranza e al garantismo che vennero invocati per i casi di ex terroristi condannati per omicidio e di reduci degli anni di piombo assunti nella pubblica amministrazione come consulenti o collaboratori (anche nell’era Veltroni, in Campidoglio) dalla Baraldini all’ex brigatista rossa Claudia Gioia. Sarebbe sufficiente ciò per qualificare questa Sinistra che dice “contro tutte le intolleranze” come una Sinistra “bifronte”. Ad essere benevoli. Altrimenti sarebbe d’obbligo usare termini come “opportunista”, “ambigua”, “strumentale”, “inaccettabile” e “discriminatorio”. Però non è finita qui. Perché gli intolleranti della Sinistra hanno voluto discriminare il centro sociale di destra, Casa Pound che aveva dichiarato di voler aderire alla fiaccolata e partecipare al corteo. Stigmatizzando l’eventuale partecipazione di Casa Pound come “strumentale”. Quella strumentalità di cui è invece maestra la Sinistra. Forse perché a Sinistra si suddividono i centri sociali in “buoni” e “cattivi”. Per loro i “buoni”, per capirsi, sono quei no – global (che in realtà sarebbero assai “si – global2, ma questa è un’altra questione) che misero a ferro e fuoco la città di Genova dal 19 luglio al 21 luglio del 2001 nel corso della riunione del G8. In conclusione devo dire che i “sinistri” maestri della tolleranza e del dialogo tollerano ben poco e dialogano ancora di meno. Maestri lo sono sì però della disinformazione.






