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Francia, la stretta sul velo integrale "Il burqa offende i valori nazionali"

Parigi - La Francia va verso il divieto del burqa e del niqab nei luoghi pubblici. Non si tratta ancora di una decisione ufficiale ma di una esortazione fatta dalla commissione di studio, istituita appositamente dal parlamento francese per compiere un'indagine a tutto campo sul fenomeno. Per questo assume un significato assai importante. Per la Francia ma non solo. La commissione raccomanda che il velo islamico - che copre interamente il volto delle donne - sia vietato in tutte le scuole, gli ospedali, i trasporti pubblici e negli uffici statali. Il burqa, è la conclusione del rapporto, offende i valori nazionali della Francia.

Duemila donne con il burqa Le donne che per motivi religiosi indossano il burqa e il niqab in Francia sono circa 2.000, secondo dati ufficiali. Ma il dibattito, dopo quello di alcuni anni fa sul velo nelle scuole, ha forti implicazioni sulla percezione dell’islam in Francia e sullo spazio che sta conquistando nella società e nella vita quotidiana.

Sei mesi di lavoro Al termine di oltre duecento audizioni e di sei mesi di lavori, la commissione di studio suggerisce l’adozione di una risoluzione parlamentare, dal valore simbolico e non giuridicamente vincolante, che "proclami che tutta la Francia dice no al velo integrale e chiede che questa pratica sia proibita sul territorio della Repubblica". A fianco di questa dichiarazione solenne, la commissione avanza una serie di proposte volte all’adozione di "una disposizione che vieti di nascondere il volto nei servizi pubblici, compresi i trasporti".

Serve una legge Il rapporto raccomanda di "optare per uno strumento legislativo" che possa anche essere declinato "per via amministrativa". La commissione non arriva a suggerire un "divieto generale e assoluto del velo integrale negli spazi pubblici" perché "non esiste al riguardo unanimità". Il rapporto sottolinea come una legge di questa fatta "sollevi questioni giuridiche complesse", poiché comporta una "limitazione dell’esercizio di una libertà fondamentale, la liberta di opinione, nella totalità dello spazio pubblico"; di qui il rischio di una censura da parte del Consiglio costituzionale o di una condanna da parte della Corte europea dei diritti dell’uomo. 

 

 

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Autore: firewolf2 Categoria: ILGIORNALE Letto 44x volte martedì, 26.01.10 12:37:01 Permalink Punti "Karma": 6. Ti piace questo articolo? [SI/NO]

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