LETTERA APERTA AL CARDINALE DI NAPOLI ... LA PROPOSTA DEI DETENUTI PER IL "SI ALLA VITA" DI SALVATORE CRISAFULLI ...
Catania 1 febbraio 2010
Salvatore Crisafulli è senza assistenza.
«Ci promettono un piano da anni ma siamo rimasti soli e senza aiuti» denuncia la madre.
«Siamo rimasti soli e non possiamo più aiutarlo, perchè ha bisogno di cure 24 ore su 24. Non possiamo fare altro, ci hanno abbandonati al nostro destino, allora meglio farlo morire: lui è al corrente di questa nostra decisione ed è d’accordo».
Così Pietro Crisafulli annuncia «un viaggio della morte» per suo fratello Salvatore, 45 anni, paraplegico, entrato in coma nel settembre del 2003 in seguito a un incidente stradale e risvegliatosi nell’ottobre del 2005. Lo porterà in Belgio per fargli praticare l’eutanasia visto che «da sette anni promettono un piano ospedaliero personalizzato a casa per lui, che non è stato mai realizzato».
Pietro Crisafulli, «deluso dai governanti e dalla Chiesa», dà l’annuncio di «staccare la spina» degli strumenti che tengono in vita sua fratello Salvatore.
“PORTO MIO FRATELLO A MORIRE IN BELGIO” …
«Io farò tutto questo - aggiunge - e camminerò con la testa alta perchè ho combattuto per la vita di mio fratello Salvatore. Lui non morirà di stenti, di fame e di sete, ma se ne andrà via dormendo».
Proposta per il SI ALLA VITA!
Appello rivolto a Sua Eminenza l’Arcivescovo di Napoli Cardinale Crescenzio Sepe in forma di lettera aperta.
A nome di tutti i detenuti che hanno aderito al Movimento che Ella ha voluto e battezzato Eminenza desideriamo far presente che quando nella quotidianità ci fossero "casi" come quello del signor Salvatore Crisafulli i detenuti … i nostri fratelli detenuti … che lottano quotidianamente per la “redenzione” e la “ricostruzione” delle loro anime e della “vita” potrebbero “essere condannati” a fare del bene …
Crediamo sia giustissimo combattere per la vita.
Riteniamo si debba combattere per la vita !!!
Nessuno di noi deve rinunciarci ...
Nemmeno quei detenuti che sono abbandonati dallo Stato ad una lenta agonia come quella del povero Salvatore Crisafulli …
I centri clinici presso le case di pena e circondariali, se autorizzati, potrebbero disporre e selezionare tutti i detenuti che volontariamente si presentassero per aiutare il signor Salvatore e suo fratello Pietro a non rinunciare alla vita.
PER LA VITA DI CHI HA BISOGNO DONIAMO LA NOSTRA VITA …
I NOSTRI DETENUTI MA CREDIAMO TUTTI I DETENUTI SONO PRONTI A SCENDERE IN CAMPO IN QUESTA LOTTA PER LA VITA …
Affidiamo riverenti ed ossequiosi con fiducia nella Sua persona ad Ella Eminenza il nostro messaggio … la nostra proposta per la Vita !
Nicola Trisciuoglio
[Vice presidente Movimento Unito UOMO NUOVO]
Salvatore Crisafulli è senza assistenza.
«Ci promettono un piano da anni ma siamo rimasti soli e senza aiuti» denuncia la madre.
«Siamo rimasti soli e non possiamo più aiutarlo, perchè ha bisogno di cure 24 ore su 24. Non possiamo fare altro, ci hanno abbandonati al nostro destino, allora meglio farlo morire: lui è al corrente di questa nostra decisione ed è d’accordo».
Così Pietro Crisafulli annuncia «un viaggio della morte» per suo fratello Salvatore, 45 anni, paraplegico, entrato in coma nel settembre del 2003 in seguito a un incidente stradale e risvegliatosi nell’ottobre del 2005. Lo porterà in Belgio per fargli praticare l’eutanasia visto che «da sette anni promettono un piano ospedaliero personalizzato a casa per lui, che non è stato mai realizzato».
Pietro Crisafulli, «deluso dai governanti e dalla Chiesa», dà l’annuncio di «staccare la spina» degli strumenti che tengono in vita sua fratello Salvatore.
“PORTO MIO FRATELLO A MORIRE IN BELGIO” …
«Io farò tutto questo - aggiunge - e camminerò con la testa alta perchè ho combattuto per la vita di mio fratello Salvatore. Lui non morirà di stenti, di fame e di sete, ma se ne andrà via dormendo».
Proposta per il SI ALLA VITA!
Appello rivolto a Sua Eminenza l’Arcivescovo di Napoli Cardinale Crescenzio Sepe in forma di lettera aperta.
A nome di tutti i detenuti che hanno aderito al Movimento che Ella ha voluto e battezzato Eminenza desideriamo far presente che quando nella quotidianità ci fossero "casi" come quello del signor Salvatore Crisafulli i detenuti … i nostri fratelli detenuti … che lottano quotidianamente per la “redenzione” e la “ricostruzione” delle loro anime e della “vita” potrebbero “essere condannati” a fare del bene …
Crediamo sia giustissimo combattere per la vita.
Riteniamo si debba combattere per la vita !!!
Nessuno di noi deve rinunciarci ...
Nemmeno quei detenuti che sono abbandonati dallo Stato ad una lenta agonia come quella del povero Salvatore Crisafulli …
I centri clinici presso le case di pena e circondariali, se autorizzati, potrebbero disporre e selezionare tutti i detenuti che volontariamente si presentassero per aiutare il signor Salvatore e suo fratello Pietro a non rinunciare alla vita.
PER LA VITA DI CHI HA BISOGNO DONIAMO LA NOSTRA VITA …
I NOSTRI DETENUTI MA CREDIAMO TUTTI I DETENUTI SONO PRONTI A SCENDERE IN CAMPO IN QUESTA LOTTA PER LA VITA …
Affidiamo riverenti ed ossequiosi con fiducia nella Sua persona ad Ella Eminenza il nostro messaggio … la nostra proposta per la Vita !
Nicola Trisciuoglio
[Vice presidente Movimento Unito UOMO NUOVO]
Autore: firewolf2
Categoria: TRATTO DA FACEBOOK
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martedì, 02.02.10 20:34:13
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