Pdl: chi tiene d'occhio il web?

Ma è facile rilevare che chiunque venga preso di mira e fatto oggetto di una scelta malevola delle foto circolanti, o di una vera e propria campagna fotografica "contro", finirebbe allo stesso modo: messo in croce ed esposto al ludibrio dei popoli e delle nazioni. Le quali trovano nelle immagini marmalde una conferma "oggettiva" delle diffamazioni e delle accuse demenziali diffuse per tutto il mondo dalle comitive democratiche dei blogghisti del partito antiberlusconiano. Tanto più che vengono per lo più dall'Italia, dunque da "testimoni diretti".
Si parla in questi giorni di servizi fotografici comprati a caro prezzo perché non escano, di ricatti più meno autentici, di papparazzate a volte costruite ad arte per mettere in buona o in cattiva luce questo o quel personaggio. Nessuno però si preoccupa dell'immagine diffusa attraverso il web per il mondo del nostro paese e del nostro premier. Eppure, proprio perché si deve ritenere che gran parte delle immagini in questione "risiedano" in Italia, non dovrebbe essere difficile farle togliere: un conto è la satira politica, un altro è il puro e semplice insulto. Ma ormai avranno visto anche i nostri lettori, per cui non insisto.
Non sarà questa l'ennesima dimostrazione del colpevole disinteresse e della sostanziale sottovalutazione dal web da parte del Pdl e dei suoi dirigenti?
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